MADRE PROVVIDENZA

al secolo

ANNA MARIA ANDREANI

 

Madre Provvidenza, al secolo Anna Maria ANDREANI, è nata a Pradalunga (BG), nel mese di Agosto 1933. Secondo la testimo­nianza dei suoi Genitori la sua data di nascita è il 20 Agosto, in Comune è segnata il 19, e nei registri delle chiesa addirittura il 18.

Fin dall’infanzia sentì forte la vocazione di donarsi al Signore per la salvezza delle anime. Da giovane lavorò sia nell’insegnamento, sia come educatrice presso la gioventù,  sia come impiegata nelle fabbriche e responsabile delle operaie. Venne assunta anche come direttrice di una colonia marina a Varazze (SV), e in seguito, pur essendo non vedente, svolse il compito di assistente tra i ragazzi in altre colonie, dove educava gratuitamente i figli dei poveri. Svolse la funzione di mamma degli orfani nell’opera San Vincenzo, ed ebbe il ruolo di insegnante dei poliomelitici e menomati psichici a Bergamo e a Varazze. Diede il suo contributo nel­l’insegnamento e come assistente in due preventori antitubercolari: a Sel­vino (BG) e a Sovere (BG), curando lei stessa i fanciulli malati.

Al suo paese natale lavorò nell’Azione Cattolica Italiana come propagandista.

Intanto, durante la sua giovi­nezza, aumentava sempre più forte in lei la vocazione di lasciare il mondo per ritirarsi in una clausura carmelita­na a pregare e a scrivere con l’intento, di aiutare le anime che a lei si rivol­gevano per consigli a seguire Cristo sempre più da vicino.

Si consacrò a Dio facendo i Santi Voti di castità, povertà e obbe­dienza nel 1954, dietro consiglio del suo Padre Spirituale, e più avanti si fece Carmelitana Secolare rinnovando gli stessi voti nel Santuario di Conce­sa di Trezzo d’Adda (MI).

Ma siccome le vie di Dio sono, il più delle volte, diverse da quelle degli uomini, ecco che il 22 Febbraio 1964, aveva all’ora trent’anni, si offre per la conversione di un Sacerdote. La notte seguente viene colpita da un glaucoma bilaterale, e perde totalmen­te la luce degli occhi.

Dopo diversi interventi chirur­gici, senza esiti buoni per il recupero della vista, ebbe la gioia, per mezzo di un Sacerdote Carmelitano, Padre Francesco CELLERINO, di incontra­re Sua Santità il Papa Paolo VI, il 28 Maggio 1969.

Esposto a Lui il proprio de­siderio di entrare nel Carmelo per dedicare la propria vita per la santi­ficazione dei Sacerdoti, si sentì dire: «No, figlia mia! Vai pellegrina per il mondo, fino a quando incontrerai un Vescovo che ti accetta. Inizia un’ope­ra nuova, e accogli tutti quei giovani che sono smarriti e sono alla ricerca di una luce».

«Santità – risponde Anna Ma­ria – io sono non vedente».

E il Papa a lei: «Non temere: la Provvidenza ti accompagnerà».

Il suo Padre Spirituale di al­lora, Padre Fernando D’URBANO, Camilliano, ora defunto, le disse: «Obbedisci al Papa. Fatti mettere su di un treno senza chiedere dove va, senza prendere né valigia né denaro, anche se non hai la luce degli occhi. Credi che Dio ti accompagnerà. Non cercar nulla a nessuno: lascia che gli altri cerchino te».

Pensò allora alle parole del Vangelo: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi Operai per la Sua messe. Andate: ecco Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali, e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa» (Lc 10,2-5).

Salita sul treno le venne in­contro subito la Divina Provvidenza tramite un militare che le pagò il bi­glietto per Roma.

Da una mano all’altra, e da una città all’altra, sotto la guida del suo Padre Spirituale, che ogni tanto senti­va per telefono, viaggiò sette anni pel­legrina, arricchendo così la sua vita di tanta esperienza, attraverso prove di ogni genere.

Durante quegli anni trovò pure il tempo di scrivere, a volte anche se­duta su di una pietra, e solo con gli oc­chi del Signore, l’amore di Dio verso l’uomo, e le varie risposte dell’uomo verso Dio.

Per questo ricordava spesse volte alcuni episodi accaduti durante i sette anni del suo pellegrinare: per esempio, quando un barbone divise la sua pagnotta con lei, mentre era seduta su di una panca, senza che lei vedesse il suo volto; la storia dolorosa di chi, pur avendo un posto importan­te, avrebbe potuto aiutarla, ma non lo fece; un camionista che, avendola vista di notte stesa in un prato, perché aveva la gamba rotta, la soccorse e la portò in un albergo, impegnandosi lui a pagare tutto per la sua permanenza.

Mediante tali fatti e altri ancor più dolorosi, scoprì che Dio parla so­prattutto attraverso l’umile, l’indigen­te, il solo, l’abbandonato, il disperato. Chi dona con cuore più sincero e ge­neroso, tante volte è soprattutto colui che soffre.

 Dio intanto le stava preparando la strada dura e faticosa delle Fonda­zioni.

 Per mezzo della protezione e della guida di Sua Eminenza il Card. Giuseppe SIRI, Arcivescovo di Geno­va, ebbe la gioia di diventare Madre di molti figli spirituali, accompagnata da un Sacerdote, anch’egli preparato da Dio sul suo cammino così solitario, ma pieno di luce: il sottoscritto P. Lui­gi Duilio GRAZIOTTI.

 Sua Eccellenza Mons. Giu­seppe FRANCIOLINI, Vescovo di Cortona (AR), dopo averla accolta in diocesi, come Fondatrice, dell’Opera Missionari della Fede, in accordo con Sua Eminenza il Card. Giuseppe SIRI, Arcivescovo di Genova, il 7 Ottobre 1973 le diede l’abito religioso car­melitano. Durante quella cerimonia il Vescovo le disse che, come Fondatri­ce, le era concesso assumere anche il  nome di MADRE PROVVIDENZA.

 In venticinque anni di lavo­ro nella Chiesa e per la Chiesa, con l’aiuto di Dio e dei nostri Benefattori, abbiamo preparato 150 Sacerdoti, che sono stati inviati in tutti i Continenti. Tali Sacerdoti non erano solo italiani, ma provenivano anche da altre Nazio­ni molto lontane dei cinque Continen­ti. Abbiamo quindi fondato le nostre Opere non solo in Italia, ma anche all’estero, in varie parti del mondo: in India, nelle Filippine, in Samoa, in Angola, nelle Antille, in Colombia, in Ecuador, in Vietnam, in Birmania, in  Venezuela, in Brasile, in Argentina, e negli Stati Uniti.

 Le fondazioni missionarie sono state di diverso orientamento: alcune di vita attiva, altre di vita contempla­tiva. Lo spirito è soprattutto quello di vivere e comunicare una fede profon­da.

 La finalità principale è comun­que quella di aiutare i Sacerdoti in dif­ficoltà, e di occuparci della formazio­ne di numerosi chierici con l’apertura di Seminari sia in Italia che all’estero. Comunque il vero e grande Fondatore è sempre Dio: noi siamo stati solo i Suoi collaboratori.

 Sua Eminenza il Card. Giusep­pe SIRI volle che Madre Provvidenza si dedicasse, come una vera Mamma, a tutte le necessità dei Seminaristi. Quindi non solo a quelle spirituali ma anche a quelle materiali: vitto, allog­gio, studio, cure mediche e di ordine generale. La consigliò pure di pubbli­care una rivista per gli associati laici: «Svegliarino», con il supplemento «Missionarium».

 Scrivere e aiutare sono sempre stati un bisogno del suo spirito. Infatti, oltre alle proprie famiglie religiose, ha costituito nel mondo un’altra famiglia che si chiama «Figli di Madre Provvi­denza».

 La Madre ha sempre ricevuto molte lettere di persone in necessità, e ha cercato di aiutarle con la preghiera e il consiglio.

Sta scritto nel Vangelo: «Chiede-te e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (Mt 7,7).

 Dopo tanto lavoro per la co­struzione di numerosi edifici anche in terra di missione, e dopo tante soffe­renze a causa del suo stato  precario di salute, nel 1997 si ritirò nella sua casa natale a Cornale di Pradalunga, dove poté trovare un po’ di tempo anche per curarsi, perché negli anni di Fon­dazione lavorò giorno e notte.

 Trovò finalmente il tempo per dettare, alle Sorelle spirituali che la seguirono, quello che sentì nel suo cuore per il bene dei fratelli, pur riser­vando per essi anche un po’ di tempo per incontrarli nei momenti difficili.

 La Madre soffriva molto a causa di varie malattie. Alcuni giorni prima della sua scomparsa, il suo Me­dico volle contare le malattie di cui soffriva: erano 22. Da diversi anni poi aveva anche un’asma persistente che non le dava tregua né giorno né notte. Circa ogni due ore doveva ripetere l’aerosol per aver un po’ di respiro. È proprio a causa di quest’ultima malat­tia che si è interrotta la sua vita. Infatti la crisi non è stata lunga, e in poche ore si concluse la sua esistenza.

Tutto è cominciato nel pomerig­gio del 15 giugno. Una crisi respi­ratoria acuta ci costrinse a chiamare il suo medico, il quale, visto il caso urgente, fece applicare subito l’os­sigeno, chiamando contemporanea­mente l’ambulanza perché venisse trasferita in ospedale. Erano circa le ore 19. Dopo diverse visite e controlli medici, radiografie e analisi del san­gue, al Pronto Soccorso tentarono di farla migliorare con una iniezione di cortisone, ma purtroppo il suo corpo non reagì più a tale forte medicina, anzi le fece salire la glicemia da 140 a 400, e il respiro divenne sempre più affannoso.

 Dopo sei ore dal ricovero nell’ospedale di Alzano Lombardo (BG), il suo cuore cessò di battere nonostante le cure. Erano le ore 0,35 di Domenica 16 Giugno 2002. Le sue malattie erano troppe per riuscir a vivere ancora a lungo. Il suo calvario era stato completato. Da diversi giorni continuava a dire: «Io sto molto male; sappiate che io sto molto male, e non so quanto durerò ancora».

 Madre Provvidenza era un’ani-ma mistica ed ha vissuto la Passione di Gesù al completo in tutte le sue mem­bra. Infatti (ora lo posso dire) spesse volte Gesù le diceva: «Tu dovrai sof­frire tutti i dolori della Mia Passio­ne». Molte volte pronunciava queste parole quasi declamandole: «Quando io nacqui mi disse una voce: tu sei nata a portar la Mia croce».

 Ora abbiamo una grande santa in Paradiso, anche se la sua scomparsa ha lasciato un incolmabile vuoto.

 I funerali si svolsero mercoledì 19 Giugno alle ore 16, 30. Più di mille persone e sessanta Sacerdoti concele­branti, provenienti da molto lontano, fecero onore alla Madre partecipando alle sue esequie.

 Da oggi purtroppo ci tocca un compito molto difficile: continua­re l’opera intrapresa dalla Madre a sostegno e beneficio di tutte quelle persone che lei spesso incontrava e consigliava. Tutti quelli che l’avevano conosciuta piansero la sua scomparsa, perché sapevano d’aver perso una vera amica, una confidente e un’infallibile consigliera. La Madre, avendo aiutato in vita migliaia di persone, ora siamo sicuri le aiuterà dal Cielo.

             P. Luigi Duilio Graziotti

                                  Fondatore

 

Home Menu