Signore, quanto è bello il Paradiso.

Basta guardare al Tuo sorriso, che illumina di splendore la terra, e sboccia nei fiori, nei colori, vince la guerra, e il peccatore a sé afferra per renderlo docile come la pecorella smarrita.

E l'anima pentita che già Ti prega, si lega al Tuo Cuore. Chi non Ti conosce si domanda:" Il Paradiso dov'è? E' troppo lontano. Io non lo vedo e non lo sento". Il Paradiso è quaggiù, basta vivere con Te, Gesù, e tutto è bellezza, tutto è dolcezza, tutto è serenità e pace.

L’amabilità di un bimbo, il gorgoglìo del ruscello, la farfalla variopinta, l'erba verde e quella secca, gli alberi in frutto e quelli in gemme, così pure quelli che perdono le foglie, e gli uomini, senza voglia di diventar migliori, respirano l'aria del Tuo Paradiso. Basterebbe penetrar il Tuo sorriso, perché anche l'uomo lontano da Te sorrida e coincida col mio pensar d'amore.

La santità non si costruisce, ma si esercita salendo pian piano l'erta della montagna, a piedi nudi su rovi e sassi, fino lassù, dove ci si incontra con Te, Gesù. E' lì che avvenne la trasfigurazione.

Sposo e sposa si parlano, si intendono, si uniscono, e generano nel mistero dell'Amore.

Il Paradiso è quaggiù. Non è vero che dove c'è la croce c'è l'inferno. Così possono parlare coloro che non Ti hanno conosciuto mai, o che Ti conoscono per modo di dire. E' proprio dove c'è la croce che ci sei Tu.

I dannati sono divisi da Te, Signore, e il loro cuore non genera più amore ma odio, vendetta, disperazione. Chi ha presunzione di salvarsi senza merito, e impugna la verità conosciuta, e invidia la grazia altrui ostinandosi nel suo peccato, non può sentirsi in Paradiso perché non gode la Tua presenza.

Signore, Tu sei più dolce dei dolci più deliziosi, il tuo passaggio non rompe il silenzio, perché lieve, non già come l'assenzio del peccato.

Signore, è tanto bello sentirti nel cuore per cantare, cantare, sempre can-tare, come penso facciano gli Angeli che non hanno un corpo mentre desiderano d'averlo, per potersi nutrir delle Tue Carni Immacolate. Che altro può pretendere da Te l'uomo, quando Tu hai dato tutto Te stesso, con le Tue proprietà, rendendolo erede del Tuo regno sin da questa terra?

O Paradiso, Paradiso eterno!

Sii benedetto. Amen.

 

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